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La v5.3.1 Beta introduce ufficialmente una nuova infrastruttura di rendering remoto, documentata e integrata nel progetto. Non sostituisce il sistema esistente, ma lo affianca in modo intelligente. In pratica, SEO Radar Italia ora può lavorare in due modalità: una scansione veloce, basata su HTML statico una scansione completa, che analizza il DOM dopo il rendering reale della pagina La scelta non è automatica né nascosta: è parte del flusso di analisi e serve a evitare

SEO Radar Italia v5.3.1 Beta: cosa cambia davvero con la nuova release

Con la versione v5.3.1 Beta, SEO Radar Italia entra in una nuova fase. Non è un aggiornamento “di facciata” e nemmeno una semplice ottimizzazione interna: questa release segna un cambio strutturale nel modo in cui il tool analizza le pagine web e interpreta il web moderno.

Per capirlo davvero, bisogna partire da una considerazione semplice: molti siti oggi non esistono più solo come HTML statico. WordPress avanzati, page builder, CDN, protezioni anti-bot e JavaScript rendono insufficiente una lettura tradizionale. Continuare a basarsi solo su quello che restituisce una richiesta HTTP significa, sempre più spesso, analizzare una versione incompleta della pagina.

Da qui nasce questa release.

Una nuova base tecnica, non una “feature in più”

La v5.3.1 Beta introduce ufficialmente una nuova infrastruttura di rendering remoto, documentata e integrata nel progetto. Non sostituisce il sistema esistente, ma lo affianca in modo intelligente.

In pratica, SEO Radar Italia ora può lavorare in due modalità:

  • una scansione veloce, basata su HTML statico
  • una scansione completa, che analizza il DOM dopo il rendering reale della pagina

La scelta non è automatica né nascosta: è parte del flusso di analisi e serve a evitare risultati falsati quando il sito è fortemente dipendente dal JavaScript.

Perché è stata introdotta una VPS dedicata

Uno dei punti centrali di questa release è l’introduzione di una VPS esterna, dedicata esclusivamente al rendering browser-like.

La motivazione è molto concreta. L’hosting su cui gira SEO Radar Italia non consente l’esecuzione di processi esterni o browser headless. Questo non è un limite aggirabile, ed è stato scelto consapevolmente per motivi di sicurezza e stabilità.

La VPS non ospita il progetto, non contiene dati degli utenti e non esegue analisi SEO. Il suo unico compito è uno:

caricare una pagina come farebbe un browser reale e restituire il DOM finale.

Nulla di più, nulla di meno.

Cosa succede durante una scansione completa

Quando viene attivata la modalità completa:

  1. la pagina viene recuperata normalmente
  2. l’URL finale viene passato al servizio di rendering
  3. il JavaScript viene eseguito
  4. la pagina viene attesa fino a uno stato stabile
  5. il DOM risultante viene rimandato a SEO Radar Italia
  6. tutte le analisi avvengono su quel DOM

Questo significa che heading, contenuti, immagini, link e struttura semantica riflettono la pagina reale, non una versione parziale.

User-Agent coerente dall’inizio alla fine

Un dettaglio tecnico che nella v5.3.1 diventa fondamentale è la sincronizzazione dello User-Agent.

Il rendering remoto utilizza esattamente lo stesso User-Agent usato nella richiesta iniziale. Se lo User-Agent non viene fornito o non è valido, la richiesta viene rifiutata. Nessun fallback, nessuna identità “inventata”.

Questo evita discrepanze, comportamenti incoerenti dei server e soprattutto problemi con sistemi anti-bot che reagiscono in modo diverso a richieste non uniformi.

Gestione più intelligente dei blocchi e dei falsi positivi

Uno dei problemi storici di molti tool SEO è la gestione degli errori “ambigui”: status code strani, pagine vuote, contenuti bloccati.

Con questa release:

  • se il rendering riesce, l’analisi prosegue
  • se il rendering fallisce, il tool lo segnala chiaramente
  • se un blocco non è superabile, non viene mascherato

Questo approccio riduce drasticamente i falsi positivi e rende l’analisi più onesta. Meglio sapere che una pagina è bloccata, piuttosto che analizzare un HTML che non rappresenta nulla.

Miglioramenti concreti su WordPress e page builder

Chi lavora con WordPress, Elementor e builder simili noterà subito la differenza. Con la v5.3.1:

  • i contenuti caricati dinamicamente vengono rilevati
  • la struttura H1–H6 è più affidabile
  • le immagini non vengono “perse”
  • i punteggi SEO sono meno distorti

Non perché l’algoritmo sia diventato più indulgente, ma perché lavora su dati migliori.

Una beta, ma con fondamenta solide

È importante sottolinearlo: questa è una Beta, non una release finale. Proprio per questo è stata documentata in modo chiaro, senza promesse e senza scorciatoie.

La nuova architettura è pensata per essere:

  • isolata
  • controllabile
  • estendibile
  • reversibile in caso di problemi

Se qualcosa non funziona, il sistema torna alla scansione standard. Nessun blocco, nessun crash, nessun comportamento imprevedibile.

Perché questa release conta davvero

La v5.3.1 Beta1 non aggiunge “numeri più alti” o badge nuovi. Cambia qualcosa di più importante: la qualità della base su cui vengono fatte le analisi.

È un aggiornamento che guarda avanti, al web di oggi e di domani, e che mette al centro una cosa spesso trascurata: analizzare solo ciò che esiste davvero.

Ed è da qui che SEO Radar Italia continua a evolversi.